Agenzia delle Entrate: in un attimo mettono l’ipoteca sulla prima casa | Se la tengono e finisci per strada

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Attento alla tua casa! (Adobe Stock) – Zapster.it

Il rischio dell’ipoteca è l’incubo di ogni proprietario di casa; ma quando scatta, e come si fa ad evitarlo?

Nel vasto panorama del linguaggio giuridico, l’ipoteca rappresenta una delle figure più significative, incisive e complesse.

Questo diritto reale di garanzia conferisce al creditore la possibilità di espropriare i beni vincolati come garanzia del credito stesso, garantendogli un diritto di prelazione sul prezzo ottenuto dall’espropriazione.

Tuttavia, quando si tratta di debiti fiscali, il quadro diventa ancor più intricato, poiché l’Agenzia delle Entrate-Riscossione si trova a navigare tra condizioni, limitazioni e possibilità di difesa.

È essenziale per il contribuente comprendere le proprie opzioni e agire tempestivamente per evitare conseguenze potenzialmente gravi sulla propria situazione finanziaria e abitativa.

A quanto deve ammontare il debito perché scatti l’ipoteca

Innanzitutto, va considerata l’entità del debito. L’Agenzia delle Entrate ha il potere di iscrivere un’ipoteca solo per debiti superiori a 20.000 euro, per un importo pari al doppio del credito complessivo. Ad esempio, se il debito ammonta a 40.000 euro, l’ipoteca sarà iscritta per 80.000 euro. Tuttavia, affinché l’iscrizione sia valida, l’Agenzia deve notificare al contribuente un preavviso di ipoteca, concedendogli 30 giorni per saldare il debito. In mancanza di pagamento, si procederà con l’iscrizione dell’ipoteca su uno o più immobili.

È fondamentale comprendere che l’Agenzia delle Entrate può iscrivere un’ipoteca non solo su immobili di piena proprietà del debitore, ma anche su quelli in comproprietà o sulla prima casa. Quest’ultima può essere soggetta a ipoteca anche in assenza dei presupposti per l’espropriazione forzata, benché i limiti per l’iscrizione siano distinti dai limiti per procedere in via esecutiva. Fortunatamente, esistono vie di fuga: il contribuente può evitare l’iscrizione dell’ipoteca pagando integralmente o parzialmente il debito entro i 30 giorni successivi alla notifica del preavviso, chiedendo una rateizzazione delle somme a debito o presentando un’istanza di sgravio o sospensione. Ma quali sono le conseguenze dell’iscrizione dell’ipoteca?

Esistono dei modi per evitare di rimanere senza casa? - Zapster.it
Esistono dei modi per evitare di rimanere senza casa? (Adobe Stock) – Zapster.it

Come evitare l’ipoteca sulla propria casa: soluzioni pratiche

Essa rappresenta solo una garanzia per il creditore; per ottenere il soddisfacimento del credito, è necessario avviare una procedura esecutiva. Questa inizia con il pignoramento dell’immobile su cui è stata iscritta l’ipoteca. Tuttavia, anche in questo caso, sussistono limitazioni: il pignoramento non può avvenire se l’immobile è l’unico di proprietà del debitore, è adibito ad uso abitativo e non è di lusso. Nei casi in cui il pignoramento sia possibile, l’Agenzia può procedere alla vendita all’asta solo se il debito supera i 120.000 euro e sono passati almeno 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca senza che il debitore abbia pagato, rateizzato il debito o presentato un’istanza di sgravio/sospensione.

Tuttavia, esiste un’opzione che può evitare l’incubo dell’asta pubblica. Con il consenso dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il contribuente può vendere personalmente l’immobile pignorato entro i cinque giorni precedenti il primo incanto o, in caso di esito negativo, entro il giorno precedente al secondo incanto. L’Agenzia utilizzerà il ricavato per saldare il debito e restituirà eventuali somme eccedenti al debitore entro dieci giorni lavorativi.