Pausa pranzo, se ti dimentichi questo strumento sulla scrivania ti licenziano al volo | Da ora devi nascondere tutto, c’è gente finita malissimo per questa imprudenza

Basta un istante. - Zapster.it
Basta un istante. – (Adobe Stock) – Zapster.it

Basta un attimo di distrazione per trasformare la pausa pranzo in un incubo: lo dimostra la storia di una lavoratrice licenziata perché…

L’orologio segna mezzogiorno e il tuo stomaco brontola. Ti alzi dalla scrivania, lasciando dietro di te uno strumento importante.

È solo una pausa pranzo, pensi, ma quello strumento potrebbe rivelarsi la tua rovina.

Negli ultimi tempi, una persona esattamente come te ha commesso lo stesso errore ed è stata licenziata all’istante.

Da ora in poi, devi nascondere tutto. C’è gente che ha pagato caro per questa imprudenza. La pausa pranzo non è più solo un momento di relax, ma un rischio che non puoi più permetterti di correre.

Il mito del posto fisso è finito in un attimo

In Italia, il “posto fisso” è da sempre considerato un traguardo ambito per molti giovani laureati. Lavorare come dipendente pubblico offre stabilità economica e contrattuale, un salario fisso e la percezione di una vita lavorativa tranquilla. Tuttavia, dietro questo mito si nascondono regole e leggi severe a cui i dipendenti pubblici devono attenersi scrupolosamente, altrimenti rischiano di perdere il tanto desiderato posto di lavoro.

Recentemente, la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza (n. 30418/2023) che ha sollevato molte discussioni in merito alle conseguenze della mancata timbratura del cartellino durante la pausa pranzo. Nel caso specifico, una collaboratrice amministrativa presso l’Istituto “A. Ghisleri” di Cremona è stata licenziata dal MIUR per aver lasciato l’ufficio durante la pausa senza timbrare il badge, lasciandolo sulla scrivania. La donna ha impugnato il licenziamento, ma sia il Tribunale che la Corte di Appello hanno confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha sottolineato che, anche se non vi è stata manipolazione del sistema di timbratura, la mancata registrazione dell’uscita dall’ufficio durante la pausa pranzo costituisce una falsa attestazione della presenza sul luogo di lavoro.

Messa alla porta per un presunto errore. - Zapster.it
Messa alla porta per un presunto errore. – (Adobe Stock) – Zapster.it

Secondo la Cassazione c’è persino un’aggravante

Secondo la Cassazione, tale comportamento è una modalità fraudolenta che induce in errore il datore di lavoro riguardo alla reale presenza del dipendente in servizio. La sentenza ha chiarito che l’obbligo di timbrare il cartellino si estende anche alle pause intermedie durante la giornata lavorativa, come quella per il pranzo. Il legislatore, attraverso il d.lgs. n. 165 del 2001, ha introdotto diverse ipotesi di infrazione particolarmente gravi che possono giustificare il licenziamento disciplinare. La falsa attestazione della presenza in servizio è una di queste e comprende anche la mancata timbratura durante le pause. La Corte di Cassazione ha sottolineato che, nell’applicare la sanzione disciplinare, è fondamentale valutare l’intenzionalità o colpevolezza del comportamento, nonché l’adeguatezza e proporzionalità della sanzione. Nel caso in questione, la Corte ha ritenuto che la condotta della lavoratrice fosse reiterata e grave, compromettendo irrimediabilmente il vincolo fiduciario con l’amministrazione datrice di lavoro.

La sentenza ha anche evidenziato che il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) non esonera il dipendente dall’obbligo di timbrare il cartellino durante la pausa pranzo. Inoltre, nel caso specifico dell’istituto coinvolto, il personale ATA era stato informato chiaramente delle modalità di utilizzo del badge e dell’obbligo di timbratura in ogni occasione di assenza dal luogo di lavoro per motivi personali. La Corte ha concluso che le azioni della lavoratrice non potevano essere giustificate o valutate con minor rigore solo perché avvenute durante la pausa pranzo, poiché era chiaro a tutto il personale che l’obbligo di timbratura doveva essere rispettato anche in quel momento.