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Scheda Film

Poetry

Poetry (2010)

Titolo originale: Shi
Genere: Drammatico
Durata: 139 min.
Data uscita nei cinema: 01/04/2011
Distributore: Tucker Film
Produttore: Pine House Film

In un piccola città nella provincia del Gyeonggi attraversata dal fiume Han, Mija (Jeong-hie Yun) vive col nipotino, studente liceale.

Mija è una donna eccentrica, curiosa, che ama curare il suo aspetto e che indossa cappellini con motivi floreali e vestiti dai colori vivaci. Per caso inizia a seguire dei corsi presso il centro culturale del suo quartiere, e, per la prima volta in vita sua compone un poema. Le sembra di scoprire per la prima volta cose che ha sempre avuto davanti agli occhi.

All'improvviso un avvertimento del tutto inaspettato le fa capire che la vita non è bella come pensava.

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Cast

Jeong-hie Yun, Nae-sang Ahn, Da-wit Lee, Hira Kim

Produzione

Chang-dong Lee (regia)

Commenti

  • quepasaquerida
    quepasaquerida - venerdì 22 aprile 2011 08:40

    Come si fa a scrivere una poesia? Ecco la domanda ricorrente che pongono gli allievi di una scuola di scrittura.
    La risposta è: la poesia non è qualcosa che si scrive sulla carta, è innanzitutto qualcosa scritto dentro di noi.
    Il difficile non è scrivere - risponde il maestro - difficile è "sentire".
    Vedersi in pace questo film del coreano Lee Chang-dong, uno dei più importanti registi e sceneggiatori del nuovo cinema asiatico, è come assumere un tranquillante di pronta efficacia.
    Se siete un po' stanchi, stressati dal lavoro, desiderosi di alternative alla bruttezza infinita, è il film giusto, ma attenzione, rischierete di addormentarvi vostro malgrado per l'efficacia rilassante della risposta, quasi il regista abbia inserito una sordina elegantissima, raccontando di fatti anche tragici, minimizzandoli con intenzione estetica, l'esatto contrario di quanto avviene generalmente nella cinematografia de'noaltri.
    Il titolo comunque inganna: di poesia nemmeno una. Quindi, in caso la poesia non vi interessi, potrete guardarvelo ugualmente.
    La poesia è infatti concentrata nel ritratto di Mija, una donna di semplice estrazione sociale, un po' avanti negli anni, divisa fra uno stanchevole impiego di badante e un nipote adolescente da mantenere e tener d'occhio. Praticamente una nonna; che tuttavia non ha perso la sua femminilità, non ha rinunciato allo chic del vestiario e all'eleganza del pensiero, non è barricata in un suo mondo passsato, come è tendenza abituale degli anziani, ma incantata negli sguardi con cui abbraccia le cose e instancabile nell'indagare di esse. Una donna pericolosamente fragile - in una società in avanzato stato di occidentalizzazione - che per di più sta iniziando a segnalare imbarazzanti vuoti di memoria, la cui diagnosi appare inevitabilmente infausta: Alzheimer, malattia ormai largamente diffusa nella terza età di ogni ceto, sesso e latitudine. Per Mija, questi vuoti rappresentano una felice via di fuga da situazioni difficili, sono piccole pause di libertà da sé e di riposo dalle incalzanti preoccupazioni.
    Il film è colmo di quelle disarmanti prerogative tipiche dell'indole asiatica, di cui noi Italiani abbiamo solo un'idea presunta e manchiamo di tenere di riserva per le occasioni che le richiederebbero, quali deferenza, mitezza, pazienza e accondiscendenza, peculiarità qui designate a replicare alla piattezza, alla volgarità e all'indifferenza che imperversano anche a est del mondo. Un miracoloso sopravvissuto di piccole virtù, connaturate all'antica tradizione orientale, di cui si intuisce che si perderà ogni traccia nel prossimo passaggio generazionale.
    Il film non è strepitoso, è molto grazioso, è poetico - appunto - alternativo, istruttivo; ci mette a contatto con quelle differenze culturali che è necessario conoscere per confontarcisi, o sperimentare nuove vie salvifiche. Un elogio alla gentilezza, alla sensibilità e all'eleganza di pensiero che molte donne e anche molti uomini dovrebbero accogliere, per bilanciare l'empio concetto che della femminilità si sta formando nella coscienza collettiva del nuovo millennio.
    Salviamo la donna! mca Quepasaquerida
    Voto: alto


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