Un farmaco che sembra essere in grado di fare una magia è pronto a sbarcare nel mercato: far ricrescere i denti è un gioco da ragazzi.
Sono molte le persone che considerano la dentatura di una importanza incredibile per valutare la bellezza di un individuo: persino i denti sono soggetti alla moda del momento, se in un certo periodo, ad esempio, lo “spacco” tra i denti davanti era considerato cool, in altri si tendeva a volerlo chiudere a tutti i costi.
Infatti, è importante non farsi troppo condizionare dalla moda, visto che, altrimenti, dovremmo cambiare di continuo seguendo la scia del glamour.
Senza dubbio, però, avere dei denti mancanti non è certo considerato salutare e può far sentire molto a disagio chi è stato oggetto di questa caduta o estrazione: vi sono infatti moltissimi modi per sostituire un dente che non c’è più grazie alla odierna tecnologia.
Sembra, però, che la scienza abbia fatto un balzo avanti: è in preparazione un farmaco che permetterà di far ricrescere i denti, ecco quando sarà disponibile.
Il tutto sta avvenendo niente di meno che in Giappone, paese in cui un team ha effettuato uno studio clinico prima su alcune cavie animali, e ora si sta preparando a operare un trial clinico sugli esseri umani.
Nello specifico si tratta di una start-up giapponese, Toregem Biopharma, affiliata con l’Università di Kyoto: la sperimentazione sulle persone partirà proprio a settembre di quest’anno. Si tratterebbe di una vera rivoluzione per il campo medico-scientifico.
Il gruppo selezionato per il trial comprende 30 maschi sani con una età compresa tra i 30 e i 64 anni con almeno un dente molare mancante. Il focus del test è sulla sicurezza per i pazienti, ovviamente, e il farmaco sarà somministrato in via endovenosa.
Il farmaco consiste, nello specifico, in un anticorpo monoclonale diretto contro la proteina Usag-1; dopo una sola somministrazione si dovrebbero già vedere i suoi risultati, ovvero la stimolazione per la crescita di un intero dente – così come si era verificato nel corso della sperimentazione sui topi. Insomma, sembra essere davvero una rivoluzione, ma ancora la strada da fare è moltissima: non resta, nel frattempo, che attendere la conclusione della prima fase della sperimentazione, e poi della seconda – che prevede la somministrazione a minori.