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Venezia: da Valentino a Kitano, passando per Bondi

di sl
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Venezia da Valentino a Kitano passando per Bondigiovedì 28 agosto 2008 17:47

"Valentino - L'ultimo imperatore" è il titolo del film di Matt Tyrnauer che racconta lo stilista, pubblico e privato, dagli esordi fino ad oggi.

Il film è in competizione nella sezione Orizzonti, che intende fare il punto sulle nuove linee di tendenze del cinema. Non solo una biografia, ma anche uno sguardo al lavoro che occore per la creazione di abiti haute couture. Due anni di riprese, durante le quali la telecamera si è infilata dappertutto: con il beneplacito di Valentino e del socio nonchè partner Giancarlo Giammetti, il regista ha potuto mostrare tutto, anche ciò che gli stilisti avrebbero preferito non vedere.

Nella stessa sezione, viene presentato oggi anche il documentario di Marco Pontecorvo, "Pa-Ra-Da", sul recupero dei ragazzini orfani da parte del clown Miluod Oukili.

Apre, invece, il Concorso Internazionale, l'ultimo film di Takeshi Kitano: "Achille e la tartaruga". Insieme al film giapponese, compete "Jerichow", film tedesco ispirato a "Qualcuno verrà" di Vincente Minnelli.

Tra gli eventi di oggi, da ricordare la posa della prima pietra del nuovo Palazzo del cinema, che sarà pronto ad ospitare il la Mostra dal 2011.

Non mancano le polemiche. Alle accuse dal settimanale Der Spiegel, che imputa alla Mostra di voler "ridare smalto a una nazione ricca di cultura con star, merce cinematografica e Adriano Celentano", gufa che la nutrita presenza di italiani non porterà Leoni come negli anni passati e infine individua i motivi per cui l'Italia non è più amata come una volta, ha risposto il Ministro Bondi, che ha giustamente circoscritto il discorso al cinema: "Le presenze di quest'anno riflettono che il nostro cinema è tornato a livelli di eccellenza".

Enumerando i numerosi eventi internazionali che accoglieranno pellicole italiane nei loro programmi, da Toronto a Londra e da Pusan a Tokyo, il Ministro ha ribadito che l'Italia è tornata ad offrire molto ad un mondo che molto ama la nostra cinematografia, senza cercare giustificazioni politiche troppo ampie, come Der Spiegel, che da Berlusconi a Napoli ne ha infilate un discreto numero. Il nostro cinema è molto presente quest'anno, ma a confermarne la qualità saranno i risultati, non le illazioni.

sl


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