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Rassegna - FilmNews
Un leone per un leone
di Laura Crespi
venerdì 13 ottobre 2000 11:51
Più che il premio a una fulgida carriera il Leone d'oro a Clint Eastwood ha il sapore di una consacrazione: quella del mito di Clint Eastwood, dietro il quale lampeggia ancora una volta la capacità tutta italiana di scovare talenti e di far loro spiccare il volo. E' stato Sergio Leone a intuire le potenzialità interpretative della sua inespressività monolitica fregiata dal celeberrimo motto "ha due sole espressioni: con o senza il cappello". Leone aveva carpito il segreto del cinema americano di Hollywood: il divo e aveva visto in quella splendida inespressiva disumanità l'incarnazione stessa di questo mito. Così il cavaliere solitario solo poncho e manolesta ha continuato per anni a estrarre la sua colt oltreoceano come giustiziere, come poliziotto: come eroe. Ma i contorni nitidi dell'eroe hanno saputo poi sfumare nella dimensione più intima dell'ambivalenza della tragica condizione tutto genio e sregolatezza del suo "Bird", l'omaggio cinematografico a Charlie Parker, o della realtà surreale di "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male", dove il manicheismo western varcava la linea d'ombra del continuo rovesciamento delle parti.
Laura Crespi




