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Fuori controllo: intervista con Martin Campbell

di Camillo Morganti
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Fuori controllo intervista con Martin Campbellgiovedì 18 marzo 2010 10:20

Normalmente uno si aspetta che le star di Hollywood siano persone inarrivabili, altezzose e scostanti; non è così: ci è capitato spesso di incontrare questi mostri sacri e di norma abbiamo sempre avuto modo di vcerficare che, tanto maggiore è la loro fama, tanto più disponibili sono. Non fa eccezione nemmeno Martin Campbell, regista forse poco noto al pubblico italiano, ma ormai molto quotato (ha diretto i due 007 Goldeneye e Casino Royale, nonché altre pellicole di successo come Vertical Limit, La maschera di Zorro, The Legend of Zorro e Fuga da Absolom). Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lui, in occasione dell'uscita del suo ultimo lavoro nelle sale italiane: Fuori controllo (Edge of Darkness).

Ci dice qualcosa sul personaggio principale del film, il detective Craven?

Craven è un detective della polizia, un personaggio molto diretto e incorruttibile, con una chiara concezione di cosa sia bene e cosa sia male. All'inzio del film perde la figlia, come succedeva nel telefilm (la mini-serie omonima, in sei episodi, diretta dallo stesso Campbell e trasmessa nel 1985 dalla BBC e dalla CBS - n.d.r.), ma si pensa che l'assassino avesse lui come obbiettivo, che fosse magari qualcuno del suo passato, in cerca di vendetta. Craven scopre però che l'obbiettivo dell'agguato era proprio sua figlia e così inizia la caccia al responsabile. Nel corso delle sue indagini scopre che la figlia era coinvolta in affari molto pericolosi, affari di cui lui non aveva la minima idea, insomma scopre chi era realmente sua figlia.

Lei è il primo a ridare fiducia a Mel Gibson come protagonista di un film, dopo il suo periodo di purgatorio lontano da Hollywood, com'è stato lavorare con lui? È ancora l'attore che conoscevamo?

Mel è stato straordinario in questo ruolo, davvero molto toccante. La sua performanca è stata incredibilmente vigorosa e molto sofferta. Penso che le persone che si aspettano l'ennesimo "Arma Letale" rimarranno molto sorprese da questo film. Credo che Mel abbia 52 o 53 anni - adesso non ricordo bene - e, per essere del tutto onesto, non credo che ci sia in giro un altro attore della stessa età con la stessa classe. Si è rivelato una scelta perfetta.

Nel film c'è anche un personaggio molto inquietante, che piacerà molto ai teorici del complotto: il misterioso Jedburgh (interpretato da un ottimo Ray Winstone). Ci può dire qualcosa di più su di lui?

Jedburgh sembra non appartenere ad alcuna organizzazione. Non è chiaro se lavori per la CIA o altri e, in effetti, è un indipendente, viene chiamato ogni volta che si presenta una crisi, in questo caso la Northmoor. Una ragazza che lavorava alla Northmoor è stata uccisa (la figlia di Gibson) e bisogna far sparire ogni traccia e sembra che la NSA (National Security Agency) gli abbia affidato l'incarico di gestire le conseguenze di questo omicidio. Lui ha carta bianca sulle decisione da prendere per contenere i danni, così, se per esempio considerasse che Craven è diventato una minaccia, potrebbe ucciderlo senza problemi. In pratica è giducie, giuria e carnefice in questa situazione. Qualsiasi tipo di indagine deve essere insabbiata, in qualunque modo ritenga opportuno: se a suo giudizio si è in presenza di una minaccia al governo americano, ha potere di vita e di morte.

Ma Jedburgh ha anche una controparte nel privato, il perfido Jack Bennett (cui presta le proprie fattezze un luciferino Danny Huston)...

Bennet dirige la Northmoor, una compagnia privata; è il capo e la dirige con pugno di ferro. Ha la sua personale forza di sicurezza privata, che è sotto il suo controllo diretto e non risponde a nessun altro. Chiaramente la Northmoor ha rapporti stretti con il governo, ma rimane una società privata su cui Bennet ha potere assoluto.

Ci può dire come si sviluppa la storia, senza rovinare il finale agli spettatori?

Il pubblico viene a conoscenza delle informazioni a mano a mano che Craven le scopre. Il pubblico saprà quello che sa Craven.

A suo avviso Craven è un personaggio positivo o negativo? Non trova che qualcuno possa pensare che abbia tendenze suicide?

Non credo che Craven voglia uccidersi, il fatto è che non ha più nessuno per cui vivere. La figlia è stata uccisa sotto i suoi occhi e non ha altri familiari, sua moglie è morta e adesso lui cerca vendetta contro chi gli ha portato via la figlia. Non si fermerà davanti a nulla e non gli importa di rischiare la vita. Questo può essere percepito come tendenza al suicidio, ma è solo indifferenza alla morte. Tutto qui.

In conclusione: perché consiglia di andare a vedere questo film?

Penso che il film sia un thriller appassionante e che Mel Gibson abbia arricchito la storia grazie a una performance ispirata e forse questo spessore emotivo mancava alla serie originale.

Camillo Morganti


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Fuori controllo Edge of Darkness Fotografie e Locandina  Fuori controllo Edge of Darkness Fotografie e Locandina  Fuori controllo Edge of Darkness Fotografie e Locandina  Fuori controllo Edge of Darkness Fotografie e Locandina  

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