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Ambra Angiolini: posso guardare tranquillamente negli occhi Francesco (Renga)

di Teresa Di Sandri

Ambra Angiolini posso guardare tranquillamente negli occhi Francesco Renga martedì 22 marzo 2011 17:01

Vanity Fair pubblica una intervista ad Ambra Angiolini e scatena la questione morale sul gossip italiano, che sembra un po' una contraddizione in termini, ma dal momento che nel Belpaese si riconduce tutto sempre e comunque alla politica, rischia di diventare questione delicata.

Per spiegare però quello che è successo, occorre fare qualche passo indietro e raccontare l'antefatto.

Ambra Angiolini era attualmente impegnata in una tourné teatrale - recita come co-protagonista ne "I pugni in tasca" di Marco Bellocchio, accanto al figlio di lui Pier Giorgio Bellocchio.

I paparazzi del settimanale Chi, forse sulla scorta di qualche soffiata, seguono Ambra nelle varie città in cui fa tappa e la immortalano in atteggiamenti teneri con Bellocchio jr.: qualche abbraccio, un bacio sulla bocca e, in generale, atteggiamenti complici. Niente di che, non ci piove, potrebbe anche essere una stupidata, ma, d'altro canto, non ci piove nemmeno sul fatto che, se stai insieme a qualcuno non vai a dare baci sulla bocca a un altro.

Provate a intervistare dieci italiani e controllate quanti di loro vi direbbero che una situazione simile li lascerebbe del tutto indifferenti.

Dunque c'è materia per uno scoop di cronaca rosa, o gossip, che dir si voglia, ma qui la faccenda si complica.

A quanto pare (a questo punto andiamo sui racconti dei protagonisti e dobbiamo necessariamente lasciare il beneficio del dubbio) quando Ambra scopre di essere stata fotografata chiama il direttore di Chi, Alfonso Signorini e lo implora di non pubblicare le foto, dicendogli di aver fatto "una cazzata". Signorini rilancia, offrendo ad Ambra la possibilità di raccontare la sua versione dei fatti in un'intervista esclusiva, ma, dopo un po' di tira e molla, la ex lolita di Non è la Rai rifiuta, lasciando detto che avrebbe capito se Chi le era "amico o nemico" in base alla scelta del suo direttore di pubblicare o meno il servizio.

Di fronte a quella velata minaccia Signorini decide di schiaffare Ambra in prima pagina, come servizio principale.

Di qui la risposta di lei e dei suoi sostenitori: Ambra come Boffo, vittima della macchina del fango, solo perché si sarebbe permessa di esprimere una critica nei confronti della pornocrazia istituita dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. E tutti i salmi finiscono in gloria.

Ora, per quanto Ambra sia un personaggio pubblico, va detto che non è l'unica ad aver attaccato Berlusconi e che la sua opinione, per quanto autorevole, non è che possa aver creato più di tanto danno al premier, che ha detrattori e contendenti di rilievo ben maggiore e con ben altro seguito (opposizione, magistrati, attori famosi italiani ed esteri, grandi firme del giornalismo, stampa estera...). Anche Emma Marrone per esempio, ha fatto delle uscite simili, mentre era a Sanremo e, anzi, i media hanno continuato a darle più spazio di prima.

Ma in fin dei conti tutti quanti pensiamo di essere al centro dell'universo e comunque i complotti, per quanto improbabili, possono sempre essere possibili.

Nell'intervista di Vanity Fair comunque, oltre ad attaccare apertamente Signorini, di cui pure non fa mai il nome (Ti trovi sbattuta in copertina, con foto paparazzate e l'insinuazione che hai una storia con un altro. Che non è il tuo compagno e padre dei tuoi figli. Chissenefrega se questa cosa può minare equilibri già delicati. Chissenefrega se può distruggere una famiglia/...ho presente la deontologia che dovrebbe avere un giornalista/ Strumentalizzare una paparazzata senza chiederti a chi fai male è mancanza, perlomeno, di stile) Ambra fa, a leggere bene tra le righe, anche qualche parziale ammissione (Chissenefrega se "la storia", magari, non è mai davvero esistita, o non esiste più/ ... riportare telefonate private, non è molto fair Non sono tenuta a dare spiegazioni a nessuno, se non al mio compagno che le ha già avute.).

Dunque il caso, verrebbe da chiedersi, dov'è? Probabilmente non c'è, né dall'una, né dall'altra parte. Ambra non ha avuto altre storie, forse ha solo avuto un momento di debolezza, dovuto al malessere che in questo momento la affligge e di cui non vuole parlare, ma questo momento non ha avuto alcuna conseguenza seria. Ambra rimane però un personaggio pubblico (vale la pena di ricordare che anche per questo il suo stipendio non ha nulla a che vedere con quello della gente comune) e Chi ha pubblicato le sue foto con pieno diritto, accompagnandole con un articolo di commento, commento che sarà discutibile, ma quello rimane. Caso mai, se proprio il segno fosse stato passato, Ambra può far passare la cosa nelle mani dei suoi avvocati

Teresa Di Sandri



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